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Pubblicato il 5 novembre 2013 · A proposito di Prof una domanda

Non sopporto quando un grafico usa espressioni come “ho voluto giocare con…” oppure “qui ho giocato su…” e i miei allievi mi chiedono perché li correggo sempre.

Può sembrare divertente usare un verbo leggero come giocare, magari ci fa sembrare dei prestigiatori alle prese con l’immagine coordinata del nostro cliente, oppure può denotare una grande padronanza dei nostri strumenti al punto da pensare che per noi sia un gioco da ragazzi, ma non è così!
Sento e leggo molto spesso di grafici che faticano a farsi pagare, perché i loro clienti sottovalutano loro e il loro lavoro, declassando l’operato come un gioco al computer, perché “tanto fa tutto lui, che ci metti?!”.

Diamo al nostro impegno il peso che merita, usate il verbo lavorare al posto di giocare e sentite come cambia la musica, perché quando scegli un colore non stai giocando con il pongo, stai lavorando sulla psicologia, quando scegli una font non stai giocando con il grillo parlante (sì, lo so, sono vecchio, e allora?), stai lavorando sulla tipografia.

Se voi foste il cliente e il grafico al quale vi siete rivolti vi dicesse che ha giocato per raggiungere un risultato, penso che vi peserebbe e non poco mettere mano al portafoglio… “perché devo pagarti per aver giocato?”.

Errato

“ho giocato sul contrasto tra bianco e nero”
“ho voluto giocare sulla prospettiva”
“ci ho giocato un po’ e ho ottenuto questo effetto”

Grafico giocherellone

Corretto

“ho lavorato sul contrasto tra bianco e nero”
“ho voluto lavorare sulla prospettiva”
“ci ho lavorato su e ho ottenuto questo effetto”

Grafico lavoratore

Manuel Rosini

Docente di informatica, computer grafica e web in ambiente Apple presso l'Università Europea del Design di Pescara.